Ciao Flavio, amore mio, fino a qualche tempo fa, ti scrivevo spesso. Sicuramente lo avrai notato e mi terrai il broncio.
Mi piaceva farlo perché ti sentivo vicino ed in qualche modo continuavo a farti partecipe della mia vita. Adesso, non capisco cosa mi succede. Mi chiedo sempre più spesso: per quale motivo scriverti se poi, non puoi rispondere? La cosa mi turba non poco, perché temo, ahimè, che sia un segnale di resa.
Sono ormai più di due anni che dura la mia guerra. Una guerra fatta di battaglie giornaliere per sopravvivere senza di te.
La disperazione per la tua scomparsa mi ha catapultata in una guerra, e ha fatto in modo che la mia mente escogitasse ogni giorno piccole cose, gesti, espedienti che mi permettevano di far scorrere le giornate, come ad esempio, quella di tenermi in contatto con te, scrivendoti. E ogni nuovo giorno che moriva, era per me una battaglia vinta.
Se facciamo un calcolo approssimativo, in più di due anni, dovrei aver vinto circa 790 battaglie giornaliere. Tuttavia mi rendo conto che sono battaglie vinte invano, considerando che la guerra è persa in partenza.
E questo probabilmente ciò che mi impedisce, o almeno non mi facilita, di fare quelle piccole cose che, in passato riuscivano a celare il vuoto che mi circonda.
I sogni talvolta possono essere brutti, ma la consapevolezza della realtà, credimi, è ancor più terribile. E forse è questo che mi sta accadendo.
Mi sto svegliando da un brutto sogno che dura da due anni, e mi accorgo che l’incubo era niente a confronto della realtà.
Amore mio, ho sentito tanto parlare di rassegnazione che prende il posto del dolore e ti da la forza di vivere. Ma cos’è veramente la rassegnazione? Svegliarsi un giorno e ammettere che tu non ci sei più? E’ quella cosa che ti fa vivere nonostante tu non ne abbia voglia? Allora, credo proprio che le abbiano dato il nome sbagliato. Forse sarebbe stato più giusto chiamarla ‘ergastolo’ o ‘condanna a vita’, perché mi è stata tolta la libertà per sempre, e per libertà intendo la vita, e anche se non mi piace, devo accettarlo senza potermi ribellare.Ho voluto dirti questo, solo perché tu sappia per quale motivo non ti scrivo ogni giorno. Ma stai tranquillo, sai bene che continuerò a farlo. So che la mia vita è lastricata di infiniti spazi oscuri, ma troverò sempre il modo di non arrendermi completamente. E’ una promessa che ti ho fatto tempo fa, e nonostante gli ostacoli, continuerò a mantenerla.Se dovessi dar ascolto alla mia mente, non farei più niente, perché non voglio più niente e nessuno, e non credo più a niente e nessuno. Ma sai che ti voglio troppo bene, Flà, ed è proprio per questo che continuerò a fare anche cose alle quali non credo più. Non posso rischiare, un giorno, di ritrovare il mio bellissimo figlio arrabbiato con me, perché l’ho escluso dalla mia vita. Continuerò su questa via, e mi sforzerò di amare chi tu hai amato, odiare chi tu hai odiato, ridere di ciò che tu ridevi, e piangere di ciò che tu piangevi, converserò con te anche nei momenti in cui una vocina malvagia mi dice che tu non ci sei più, ti bacerò, ti abbraccerò, ti accarezzerò in qualunque modo mi sarà possibile, avrai sempre il mio buongiorno, la mia buonanotte, e non mancherò di mandarti i miei pensieri sul tuo sito. Un giorno, se esiste qualcosa, mi sorriderai radioso e grato perché non ti avrò abbandonato, ed io sarò la persona più felice dell’universo; se non c’è niente, esalerò l’ultimo respiro senza rimorsi, e la mia vita sarà stato l’ultimo regalo dedicato a te.
Un bacio immenso e un abbraccio.
mamma